Carlo Mollino
Architetto e designer (Torino 1905-1973)
Avrei potuto essere sua figlia. Vorrei iniziare la presentazione di Carlo Mollino,attraverso le parole contenute in una delle “lezioni americane” di Italo Calvino:” il mio lavoro […] è stato teso fin dagli inizi, a inseguire il fulmineo percorso dei circuiti mentali che catturano e collegano punti lontani dello spazio e del tempo; nella mia predilezione per l’avventura e la fiaba cercavo sempre l’equivalente di una energia interiore, di un movimento della mente, ho puntato sull’immagine e sul movimento che dall’immagine scaturisce naturalmente, pur sempre sapendo che non si può parlare di un risultato letterario, finchè questa corrente dell’immaginazione non è divenuta “parola”Basterebbe sostituire “risultato letterario” con una “soluzione progettuale” e “parola” con “forma, per ipotizzare che tali riflessioni appartengano a Carlo Mollino.
Carlo Mollino fa’ parte dei pochi architetti che in un’epoca critica come quella degli anni ‘40’50.seppe ideare e realizzare opere del tutto originali;infatti ha concepito oggetti e mobili dalle forme biomorfe che utilizzano tecniche costruttive di tipo artigianale .Come afferma Gillo Dorfles,nella prefazione al libro “Carlo Mollino di Rossella Colombari ed. Idea Books”uno degli equivoci nella valutazione dei mobili di Mollino fu il considerarli opere di un raffinato edonista, di un lezioso “decoratore”, in realtà la sua “forma mentis”si sposa sempre ad una forma funzionale, anche nei mobili più azzardati.La purezza della linea “molliniana”, pur confrontabile con le memorie storiche del barocco,rappresenta un rinnovamento formale ed una inedita linea neobarocca ma priva di superflue ornamentazioni”
Per realizzare i suoi mobili scultura,si è affidato alla ditta Apelli& Varesio, specializzata nella lavorazione del legno curvato,nei multistrati sagomati e nei giunti d’ottone utilizzati come punti di equilibrio.
Gio Ponti
Architetto e designer (Milano 1891-1979)
Il Picasso dell’architettura. Prima di ogni altro, inventò la figura del designer. Direttore artistico della Richard Ginori Ceramiche, fu il 1° esempio di rapporto tra industria e progettista, estraneo alla “cultura” della fabbrica. Di lui resta una copiosissima produzione, in quanto disegnava con ugual perizia e creatività porcellane, mobili, palazzi, ville signorili e arredi navali. Rappresenta figurativamente l’ideale tramite con la cultura borghese prebellica, espressa con “Novecento” fino allo Stile Moderno. Svolge un’ importante opera di rinnovamento nel campo degli arredi e delle arti decorative, cui unisce una grande capacità nell’intuire e soddisfare le esigenze della committenza.